venerdì 28 novembre 2008

Secret Sphere - Sweet Bloody Theory


2008, Dockyard 1
Power Metal
80/100


Tornano a deliziare i nostri padiglioni auricolari i Secret Sphere, giunti ormai al quinto album in dieci anni di onorata carriera discografica. E, se vogliamo, la band di Alessandria con “Sweet Bloody Theory” compie un passo indietro verso il proprio passato, lasciandosi alle spalle le tentazioni hard rock di “Heart & Anger” e le divagazioni à la Savatage ben presenti su “Scent Of Human Desire”. La nuova opera dei nostri, infatti, senza ripescare il power sinfonico alla Rhapsody degli esordi, propone uno speed melodico e orchestrale coinvolgente, sempre basato sulle chitarre potenti e al vetriolo di Aldo Lonobile. “Sweet Bloody Theory” è un concept che deve tanto ai film d’animazione di Tim Burton, ma, a parte qualche inserimento atmosferico di tastiera, le musiche non colgono l’aspetto più ghotic e fiabesco del regista americano. Le dodici canzoni si mantengono assolutamente dirompenti, contraddistinte dalla prova superba di Ramon Messina dietro al micorofono. Il vocalist, pur raggiungendo vette altissime, riesce a non perdere il lato più intepretativo ed emozionale delle lyrics, come nella boombastica title track. Il disco parte con un terzetto di power metal song sparate a mille, baciate da ritornelli ultramelodici che faranno sfracelli dal vivo. La precisione alle tastiere di Antonio Agate è quantomai chirurgica, e anche questa volta bilancia in modo perfetto soli dal sapore prog ad arrangiamenti ricercati, non disdegnando qualche spruzzata di synth più moderni. La seconda parte dell’album è quella più oscura e svela il lato romantico della band, che esplode con il lento di classe “The Butterfly Dance” ed il mid tempo introspettivo “All These Words”, con un pianoforte tenebroso a fare il bello ed il cattivo tempo. Che dire di più? ll nuovo lavoro dei Secret Sphere si colloca tra le migliori uscite power dell’anno, grazie all’abilità dei musicisti (grandi le parti di batteria di Federico Pennazzato) e ad una varietà compositiva rara nel panorama internazionale. Da comprare ad occhi chiusi

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