My Kingdom Music
Power Metal
70/100
A volte ritornano. Dopo dieci anni di lungo silenzio, ecco rispuntare sugli scaffali dei negozi con un nuovo disco i milanesi Drakkar, tra le band che avevano partecipato attivamente alla creazione della florida scena power metal italiana alla fine degli anni ’90. E “When Lightning Strikes” ci catapulta direttamente in quel periodo, come se nemmeno un giorno fosse passato, tra chitarre possenti, cori maestosi e trascinanti ed arrangiamenti di tastiere vagamente pompose e sinfoniche.
Ma se ai tempi di “Quest For Glory” i Drakkar suonavano con la spensieratezza e l’energia di una band all’esordio, nel 2012 hanno accumulato esperienza sulle spalle ed affrontano il genere in un ottica differente, con maturità e consapevolezza dei propri mezzi. In realtà, pur legato al passato, “When Lightning Strikes” suona fresco e diretto, e farà la gioia degli amanti del power metal più incontaminato ed epico, tra Grave Digger, Domine e Sabaton. Le due intro servono a far accrescere l’attesa, per l’esplosione della battaglia con la vera e propria opener, “Armageddon Machine”, cavalcata epica, in cui le keyboard di Corrado Solarino ci deliziano con un solo di hammond direttamente dal rock prog dei seventeen. Ma non è una sorpresa, perché già in “Razorblade Gods” il tastierista non aveva nascosto il proprio amore per i suoni caldi tanto cari ai Purple. Il cuore di “When Lightning Strikes” propone sei canzoni da ascoltare tutte d’un fiato e che non ci lasciano tregua, dalla veloce e thrasheggiante title track, alla etnica “Salvation”, ricca di scale provenienti direttamente dalla terra del Sol Levante. C’è spazio anche per qualche momento acustico, in stile Blind Guardian, ma si tratta della quiete prima della tempesta, che culmina con la terremotate e conclusiva “A New Frontiers”.
“When Lightning Strikes” è un disco per soli appassionati, è bene sottolinearlo, perché mette in fila ed in bella mostra tutti i dettami del power metal epico e sinfonico e questo può risultare sicuramente un arma a doppio taglio. I Drakkar, però, non scalfiti dall’interminabile assenza, non se ne preoccupano e prendono quest’arma saldamente in pugno, per scendere in battaglia più agguerriti che mai.
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